Cento anni del primo trattore italiano

Cento anni del primo trattore italiano

Cento anni fa, nel 1911, nasceva il primo trattore agricolo di totale concezione e produzione italiana, il modello Pavesi P4. Per celebrare questo importante anniversario che ha segnato la storia del trattore consacrando l’Italia come punto di riferimento per l’innovazione tecnologica, l’Accademia dei Georgofili ha organizzato, insieme al Gruppo Merlo ed a Camae (Club Amatori Macchine Agricole d’Epoca) di Arezzo, un convegno dal significativo titolo “Il trattore Pavesi P4: 100 anni e non li dimostra”.

Ugo Pavesi non è un nome noto al pubblico, ma l’ingegnere nato a Novara il 17 Luglio 1886 per gli esperti e gli appassionati di meccanica civile e militare è ritenuto uno dei più grandi progettisti che l’Italia abbia mai avuto.
Il suo trattore Pavesi P4 era infatti una macchina rivoluzionaria, dotata di trazione integrale e di due telai, uno anteriore ed uno posteriore, snodati in posizione centrale, sorretti da un solo longherone tubolare.
Queste soluzioni tecniche, ai tempi veramente all’avanguardia e per certi aspetti ancora attuali, conferivano al trattore (che aveva un peso relativamente contenuto rispetto agli standard dell’epoca), una eccezionale capacità di tiro dovuta alla possibilità di snodarsi sia sul piano orizzontale che verticale e di avere le ruote sempre in trazione.

Il trattore che oggi popola le campagne di tutto il mondo deriva però da un altro filone industriale americano il cui capostipite era il modello Fordson del 1917 che aveva il grande pregio di essere semplice e dal costo molto contenuto, caratteristiche fondamentali per prevalere in un mercato come quello agricolo di metà secolo.
Nel tempo i materiali, le dimensioni e le potenze in gioco sono cambiate, mentre le applicazioni idrauliche ed elettroniche hanno portato ad una importante evoluzione tecnologica e di prestazioni. Proprio in termini di prestazioni, i modelli odierni sono significativamente superiori ai primi di scuola americana, ma del tutto in linea e paragonabili con il Pavesi P4 di cento anni fa.

La gestione sempre più industrializzata delle lavorazioni nelle aziende agricole richiede l’utilizzo di macchine sempre più prestanti e multi-funzione. Questa tendenza sta portando ad affiancare al modello di trattore tradizionale nuove tipologie di macchinari che a differenza del modello di scuola americana hanno potenziali ancora fortemente in espansione.

Chiaro esempio di questa tendenza è il porta-attrezzi multifunzione Merlo Multifarmer che sa unire le prestazioni di un trattore agricolo a quelle di un sollevatore telescopico, aprendo così al settore prospettive di crescita davvero eccezionali.
Alla presa di forza meccanica ed al sollevatore posteriore con attacco a tre punti questo modello aggiunge altre caratteristiche davvero straordinarie. A partire dalla concezione progettuale che vede una omogenea distribuzione dei pesi per una maggiore stabilità e la riduzione dei consumi. Le quattro ruote isodiametriche sterzanti unite alla trasmissione idrostatica conferiscono poi una manovrabilità davvero eccezionale.
Il grande punto di forza risiede però nel braccio telescopico, che consente di raggiungere i nove metri di altezza e può essere equipaggiato con una gamma di attrezzature davvero ampia che permette di svolgere tutte le attività aziendali, anche quelle normalmente precluse ad un normale trattore agricolo.
Il nuovo Multifarmer rappresenta non solo un innovativo concetto progettuale, ma un punto di continuità con il Pavesi P4 del 1911 nel nome dell’innovazione e della ricerca 100 % made in Italy.

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